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| Allegato alla rivista "Confini" n. 3/2003 |
Anno 3 - N. 2 |
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LA
SOCREM ALTOATESINA COMPIE DIECI ANNI |
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1993-2003 |
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| IL SUCCESSO IN CIFRE | |
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Cremazioni |
55% |
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Sepolture |
34% |
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Tumulazioni |
11% |
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Anno 2002 Comune di Bolzano. |
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A
volte i numeri nudi e crudi sanno esprimere meglio di tante parole fatti e
concetti. Per la SOCREM la percentuale di cremazioni raggiunte nella città di
Bolzano è la conferma più incontestabile del successo ottenuto. Tanto più se
si confronta con quelle di altre città e di altri paesi. Vediamo per esempio
che nelle città italiane che registrano il maggior numero di cremazioni
(Torino, Milano, Genova, Roma) la percentuale si aggira attorno al 25%. Una
realtà più prossima a noi, Trento, attualmente tocca il 18%. In Italia il dato
complessivo si attesta a poco meno del 7%, però con una netta prevalenza nelle
città del nord (11%).
LA PAROLA AL
PRESIDENTE Non
sembra ma sono già passati dieci anni dalla fondazione della nostra
associazione. Non so se dire che è stato un tempo brevissimo o, al contrario,
molto lungo, sicuramente c’è sia dell’uno che dell’altro Breve, perché
sembra ancora l’altro ieri quando ci si incontrava per gettare le basi di
questa avventura, e lungo se si guarda l’operato e l’insieme delle attività
svolte. Come presidente in carica mi sento obbligato a ringraziare tutti, dal
primo collaboratore all’ ultimo dal primo iscritto al tesserato di oggi. Ma il
ringraziamento più sostanzioso deve andare all’ideatore ed al fautore di
questa grande iniziativa, all’amico Aldo Foldi. Con la sua intuizione e la sua
capacità è riuscito a mettere insieme le tessere giuste per creare questa
complessa iniziativa. È riuscito ad incastrare i tasselli del mosaico con
pazienza, con convinzione e con l’amore necessario. Un vero direttore
d’orchestra. Non gli sono stati da meno i primissimi collaboratori, che non
rinomino perché già menzionati in altra parte del nostro giornalino, e
l’orchestra ha funzionato molto bene. Superando ogni aspettativa. Forse la
città di Bolzano, che molti ritengono chiusa ed indifferente, è stata al
contrario, una platea attenta, pronta e ricettiva. Noi abbiamo gettato gli
stimoli, superando spesso ostacoli di pregiudizio, che però non hanno
inficiato, più di tanto, i messaggi che andavamo seminando. Non è facile
parlare di morte e di dopomorte in una società proiettata a valorizzare tutti
gli aspetti belli e positivi della vita. Il nostro messaggio era, ed è ancora,
semplice e chiaro, nessuno può esentarsi di arrivare al termine del proprio
percorso vitale, la legge della vita è una legge che non ammette deroghe. E
allora, se questo traguardo, prima o poi ci aspetta, perché non prendere per
tempo delle decisioni? Perché non disporre del proprio destino senza lasciare
incombenze ad altri? Così, lentamente ma non troppo siamo stati capiti,
accettati e la cultura della cremazione è entrata a far parte del modo di
vedere e di pensare. La cremazione non più come argomento tabù, ma come
pensiero normale, logico, aperto, senza maschere. Quello che più mi onora
sottolineare e per cui mi sono anche battuto è che questa scelta etica sia
libera, sia priva di condizionamenti, sia rispettata alla pari di ogni altra
scelta filosofica, e non sia terreno di speculazione da parte di nessuno. La
città di Bolzano e la sua provincia lo hanno capito e la cremazione è
diventata la scelta primaria quella che dà pari dignità al defunto e al
vivente, nel reciproco rispetto. E il calore del fuoco, che da millenni aiuta
l’uomo a sopravvivere diventa, nella cerimonia cremazionista, l’elemento
finale di chiusura per un semplice, decoroso e rispettoso ultimo saluto.
UNO
SGUARDO AL PASSATO … La
cremazione in Italia fino alla metà degli anni Ottanta aveva conosciuto uno
sviluppo assai esiguo. 1988
La SOCREM di Verona cui fanno capo anche gli iscritti
altoatesini (all’epoca circa una quarantina in tutto) organizza una conferenza
informativa sulle novità legislative dell’anno. Il governo infatti ha emanato
un provvedimento rivoluzionario; di fatto viene imposto alle amministrazioni
comunali di farsi carico dei costi per la cremazione parificandola alla pratica
della sepoltura. A quella storica riunione ai bolzanini presenti viene proposto
di costituire un gruppo di simpatizzanti con il compito di diffondere gli
ideali della cremazione in Alto Adige. I presenti, tra cui Aldo Foldi,
Enrico Farina, Elena Graff e Agostino Tonin, che tra di loro ancora non si
conoscevano, non se lo fanno dire due volte. L’attività prende due direzioni;
da una parte si sviluppano i contatti con le autorità pubbliche per ottenere
agevolazioni burocratiche ed economiche a vantaggio della cremazione e
soprattutto per caldeggiare un progetto: la costruzione di un impianto
crematorio nella provincia di Bolzano. Dall’altra vengono svolte le prime
conferenze informative indirizzate alla cittadinanza a cui partecipano in veste
di relatori sia autorità civile che religiose (ricordiamo in particolar modo
Monsignor Canal). Il successo di pubblico è inaspettato. Le conferenze sono
gremite, la curiosità e la voglia di sapere sono alle stelle e le adesioni alla
SOCREM fioccano a centinaia. 1993
Ormai il numero di associati si avvicina al migliaio. Le
cremazioni in Alto Adige decollano. È tempo che il gruppo informale degli inizi
si dia un assetto più funzionale alle nuove esigenze. Le adesioni continue, il
bisogno di informare correttamente tutti i gruppi linguistici dell’Alto Adige
e di amministrare con più efficienza le pratiche degli iscritti si traducono
nella nascita di una società di cremazione indipendente da Verona. In febbraio nasce
così la SOCREM Altoatesina che si adopera subito per trovare una sede cui
la gente può far riferimento. La neonata organizzazione aderisce alla
Federazione Nazionale per la Cremazione che raccoglie la maggior parte delle
società di cremazione operanti in Italia e presto si ritaglia un ruolo attivo
al suo interno. La sfida di maggior interesse perseguita dalla Federazione (F.I.C.)
riguarda l’approvazione futura di una legge sulla dispersione delle ceneri per
allineare l’Italia ai maggiori paesi europei. 1994
Dopo un anno dalla costituzione la SOCREM riesce a
dotarsi di una sede messa a disposizione dalla CGIL nei suoi uffici di Viale
Trieste. Per il momento si tratta di uno spazio in coabitazione con i Pensionati
Postali CGIL e dell’ETLI. Lo spazio è esiguo ma il pubblico dimostra di
gradire questa possibilità di contatto diretto e l’afflusso della gente non
conosce sosta. Si perfeziona il passaggio delle pratiche degli iscritti da
Verona a Bolzano. La SOCREM si picca di essere un’associazione interetnica.
Tutti gli stampati, la modulistica, i manifesti sono bilingui. In ufficio è
assicurata la presenza di collaboratori che si esprimono in italiano e in
tedesco. 1995
Nel corso della prima assemblea generale in dicembre viene
riassunto l’operato della SOCREM; è stato realizzato il logo associativo a
cura di Enrico Farina, una colomba bianca dalle ali spiegate che vola sullo
sfondo di un cielo azzurro attraversato da un arcobaleno. La costruzione di un
crematorio a livello locale diventa un progetto reale e la SOCREM entra a far
parte della Commissione esaminatrice dei progetti. Alcuni comuni altoatesini (Bolzano,
Merano, Laives, Bressanone e in seguito anche Bronzolo) sono persuasi a finanziare
le spese di trasporto per le cremazioni che per la mancanza di un impianto
locale avvengono a Reggio Emilia o Mantova. 1996
L’aumento delle adesioni e la moltiplicazione delle
attività di informazione non conosce soste e la mole di lavoro conseguente
spinge ad assumere un’impiegata part-time. La SOCREM visita gli impianti di
Vicenza e Mantova. Oltre all’affissione semestrale di manifesti in tutta la
provincia, la stampa e la distribuzione di volantini, a giugno partecipa alla Fiera
del Sociale in via Milano e Piazza Matteotti e l’ultima domenica di
ottobre organizza uno stand informativo in Piazza Walther inaugurando il ciclo delle
Giornate Nazionali per la Cremazione. 1997
La SOCREM aspira ad ottenere il riconoscimento giuridico e
l’iscrizione nel registro provinciale del volontariato. Ciò comporta
la modifica dello Statuto, il deposito delle scritture contabili e la relazione
annuale sulle attività realizzate. Lo stretto controllo cui è sottoposta
l’attività associativa garantisce la serietà con cui opera la SOCREM i cui
fini ed i mezzi per perseguirli vengono messi al di sopra di ogni sospetto.
Prende il via una nuova iniziativa che farà collaborare strettamente comuni
altoatesini e SOCREM nell’interesse degli associati. Presso l’anagrafe di
ogni comune viene depositato l’elenco degli iscritti SOCREM per facilitare
l’iter di autorizzazione alla cremazione, evitando disguidi e ritardi.
Iniziano i concerti autunnali offerti dalla SOCREM alla cittadinanza. 1998
Con la collaborazione di volontari la SOCREM è in grado di
offrire dei punti di riferimento periferici a Bressanone, Merano,
Laives ed Egna. L’opera di divulgazione continua e ai mezzi collaudati e
tradizionali si aggiunge anche una videocassetta sulla cremazione realizzata
dalla F.I.C. La novità di maggior rilievo però riguarda l’inizio dei lavori
di costruzione del crematorio da parte del Comune di Bolzano. 1999
L’anno è caratterizzato dall’elaborazione di progetti
a lungo respiro e di modernizzazione dell’ufficio. L’imminente fine dei
lavori di costruzione del crematorio induce a riflessioni sul tipo di gestione
futura dell’impianto. È in fase di elaborazione un periodico d’informazione
locale, un sito Internet ed un servizio nuovo per gli associati; l’assicurazione
delle esequie. 2000
Con somma soddisfazione della SOCREM entra in funzione il
crematorio di Bolzano. Per inaugurare la struttura l’associazione in
collaborazione con la Provincia Autonoma organizza un convegno internazionale
dal titolo “La cremazione oggi”. Per l’occasione ad ogni iscritto
vengono inviati gli atti del convegno. 2001
Nasce il periodico bilingue “i socrem”
spedito gratuitamente ad ogni associato due volte l’anno. L’elaborazione del
nuovo manifesto associativo è affidato ad un concorso al quale
partecipano gli studenti della scuola d’arte della Val Gardena. Con la legge
130/01 finalmente anche in Italia è consentita la dispersione delle ceneri in
natura. La soddisfazione è mitigata dalla mancanza di regolamento di attuazione
che rende inapplicabile questa legge tanto attesa. Inoltre viene soppressa la
gratuità dei servizi cimiteriali. A seguito delle proposte della SOCREM Bolzano
dimezza l’importo dei servizi cimiteriali fissandoli a € 154,94. 2002 “i socrem” accompagna la rivista “Confini”, periodico della F.I.C., di respiro nazionale. Intensi lavori interni di riorganizzazione amministrativa assorbono le energie dell’associazione. Si intensificano gli sforzi per elaborare un protocollo di accoglimento nel crematorio dato che allo stato attuale questo risulta essere alquanto algido. A tale scopo in autunno si organizza una visita alla SOCREM di Torino.
UNO
SGUARDO AL FUTURO Nel
decennio trascorso non sono mancate né grandi soddisfazioni, né cocenti
delusioni. Ma ciò che rende vitale l’opera di un’associazione sono le nuove
sfide e gli obiettivi che si propone di raggiungere in futuro. In questo senso
la SOCREM ha ancora molto da dare e da dire. A livello nazionale è in corso il
dibattito sul futuro delle SOCREM, viste da taluni come superate nella loro
funzione di promotrici di cremazione. È pur vero che in talune zone, come
Bolzano, questa pratica ha raggiunto livelli di consenso decisamente europei. Ma
è anche vero che si tratta di un fenomeno a macchia di leopardo con lacune
pesanti e vistose nei centri provinciali. I risultati acquisiti inoltre non sono
immutabili, come testimoniato dai recenti provvedimenti legislativi sfavorevoli.
Senza contare che alle SOCREM si può aprire un altro campo di azione, non meno
arduo. In pratica, passata la fase in cui la difesa e la divulgazione della
cremazione in quanto tale occupavano il primo piano, si tratterebbe di
realizzare vari servizi inerenti la cremazione, come viene già fatto da SOCREM
più grandi e consolidate. Ecco
alcuni temi prioritari che si stanno già delineando e dai quali potranno
nascere iniziative interessanti: •
messa a punto di servizi attorno alla cremazione, tenuto conto
delle esigenze espresse direttamente da associati e cittadini (dispersione
delle ceneri, esequie, realizzazione di loculi ecc.); •
sviluppo delle funzioni di stimolo, informazione e supporto alle
amministrazioni pubbliche soprattutto alla luce delle nuove competenze di
controllo e informazione attribuite al Comune dalla legge 130/01 (informazione
ai cittadini sulle varie possibilità con riferimento ai costi, controllo delle
modalità di dispersione delle ceneri, tariffazione dei servizi cimiteriali, ecc.); •
azione di contrasto agli eccessi speculativi del settore funerario
(monitoraggio sulle tariffe, pratiche di marketing, codice deontologico degli
operatori di settore); • messa
in risalto del valore umano e non solo pratico della cremazione (formazione
di personale specializzato in grado di gestire il momento del lutto con tatto e
delicatezza).
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Il successo della cremazione in Alto Adige è dovuto interamente
all’impegno ed all’entusiasmo delle persone che hanno portato nella SOCREM
le loro qualità ed il loro talento. Ognuno a vario titolo ha dato una mano a
plasmare l’associazione, a mantenerla attuale e vicina ai bisogni concreti
espressi dalla gente. Alcune di loro sono con la SOCREM fin dall’inizio e
continuano la loro opera a tutt’oggi, altre si sono avvicendate nel tempo,
altre ancora, purtroppo ci hanno lasciato per sempre. Eccole:
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Aldo Foldi |
Enrico Farina |
Graff Elena |
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Ettore Busselli |
Emma Zucal |
Angelina Costanzo |
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Manuela Ferrari |
Nello Spanu |
Argentino Ballestriero |
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Agostino Tonin |
Agostino Tonin |
Antonino Papa |
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Giovanni Perini |
Paolo Bassani |
Gregorio Balich |
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Alba Manderioli Ugolini |
Sabrina Valente |
Franca Turri |
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Lucidio Baldini |
Tiziano Mazzurana |
Morganti Achille |
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Toni Serafini |
Sonja Tomaselli |
Rosmarie Winkler |
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Anton Giulio Dell’Eva |
Fabrizia Nerozzi |
Sergio Bacchetto |
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Bianca Cattelan Gottardi |
Waltraud Kastlunger Mailänder |
Angelo Mostura |
![]() mailto:info@socrembz.it |
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