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Allegato alla rivista "Confini" n. 1/2006

Anno 6 - n. 1

 

REAZIONI SPROPORZIONATE ALLA CREMAZIONE

 
Il Comune di Bolzano, accogliendo la domanda di una signora rimasta vedova, ha autorizzato l’affidamento delle ceneri ed ha modificato in tal senso il regolamento cimiteriale.
Ne è nato un caso pubblico sproporzionato alle dimensioni del fenomeno. Infatti le richieste di affidamento ai familiari delle ceneri del defunto sono piuttosto rare e tutto lascia prevedere che anche in futuro siano poche.
A Trento, inoltre, nel giorno e nel luogo dedicati alla commemorazione dei defunti l’Arcivescovo ha espresso, con inaspettata forza, contrarietà alla cremazione.
La scelta del tempo e del modo ha creato ingiusto turbamento anche considerato che l’opposizione è stata dichiarata nel cimitero, di fronte alle tombe dove riposano le ceneri di molti cittadini che avevano deciso di farsi cremare nella consapevolezza della resurrezione e di fronte ai loro congiunti.

A tale riguardo è opportuno qui ricordare:
- che la Chiesa cattolica, dopo il Concilio Vaticano II ha ammesso la cremazione perché ha riconosciuto l’assenza di contrasto con i fondamenti della religione cattolica e con la relativa fede che, di ciò consapevoli, molte persone hanno scelto e probabilmente continueranno sempre più questo trattamento delle loro spoglie mortali. Nonché per motivi etico-morali e pratici;
- che le stesse Amministrazioni comunali ne hanno interesse per evitare l’ampliamento dei cimiteri, il degrado delle tombe abbandonate e le penose nonché laboriose riesumazioni.

La cremazione, che viene generalmente preceduta dalle esequie religiose, risponde pertanto ad un interesse pubblico e privato anche per quanto riguarda i costi.

La Socrem Altoatesina:
- riconosce nel cimitero il luogo privilegiato per la sede dell’urna contenente le ceneri, in considerazione del suo significato comunitario e religioso;
- ritiene nel contempo che debba essere assicurato il diritto alla scelta individuale di altre destinazioni delle proprie ceneri previste dalla legge, come l’affidamento ai familiari o la dispersione in apposite aree o in natura, purché attuate con dignità e non in dispregio del credo religioso;
- auspica che le nuove esigenze e le vecchie tradizioni sappiano armonizzarsi convenientemente con reciproco rispetto e saggezza.

 

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