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A tale riguardo è opportuno qui ricordare:
- che la Chiesa cattolica, dopo il Concilio Vaticano II ha ammesso la cremazione perché ha
riconosciuto l’assenza di contrasto con i fondamenti della religione cattolica e con la relativa
fede che, di ciò consapevoli, molte persone hanno scelto e probabilmente continueranno
sempre più questo trattamento delle loro spoglie mortali. Nonché per motivi
etico-morali e pratici;
- che le stesse Amministrazioni comunali ne hanno interesse per evitare l’ampliamento
dei cimiteri, il degrado delle tombe abbandonate e le penose nonché laboriose riesumazioni.
La cremazione, che viene generalmente preceduta
dalle esequie religiose, risponde pertanto ad un interesse pubblico e privato anche per
quanto riguarda i costi.
La Socrem Altoatesina:
- riconosce nel cimitero il luogo privilegiato per la sede dell’urna contenente le ceneri, in
considerazione del suo significato comunitario e religioso;
- ritiene nel contempo che debba essere assicurato il diritto alla scelta individuale di altre
destinazioni delle proprie ceneri previste dalla legge, come l’affidamento ai familiari o la
dispersione in apposite aree o in natura, purché attuate con dignità e non in dispregio del
credo religioso;
- auspica che le nuove esigenze e le vecchie tradizioni sappiano armonizzarsi convenientemente
con reciproco rispetto e saggezza.
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