Arborvitae:

se dopo la morte ognuno di noi rinascesse albero

Progetto di cimitero del futuro

Il cimitero del futuro potrebbe essere un parco, dove gli alberi prenderebbero il posto delle tombe.

L’idea e il relativo progetto è stato presentato nel 2014 al Macro di Roma e nel 2016 alla Casa dell’Architettura di Roma dagli architetti paesaggisti Consuelo Fabriani, Cloe Berni e Livia Ducoli coadiuvate dall’agronomo paesaggista Cristina Leonardi.

Arborvitae: questo è il nome del progetto che crea nuovi boschi urbani attraverso nuove forme di sepoltura grazie all’utilizzo di un’urna biodegradabile che viene interrata laddove

 cresceranno gli alberi. Ai piedi dell’albero verrà apposta una targhetta in cui sarà inciso il nome del defunto. Questi alberi formeranno un parco ben curato e sapientemente integrato col tessuto cittadino, dove andare a trovare i propri cari, passeggiare, leggere e sentire musica: un luogo della memoria e della socialità che annulla la distanza tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Rinascere in un albero: in fondo l’albero costituisce un’immagine universale, simbolo potente della vita, colui che mette in relazione Cielo, Terra e Inferi, collegando le radici con la morte, il tronco con la vita terrena e i rami e la chioma con la vita futura.

"Tra chi vive e chi è morto noi intendiamo un rapporto strettissimo - spiegano le progettiste - il cimitero che immaginiamo è un polmone verde aperto ad una quotidianità d’uso, un bosco-giardino con percorsi, luoghi di sosta, aiuole e specchi d’acqua, pensato per i cittadini che sono chiamati a proteggerlo e rispettarlo. E’ un bene comune e in questo senso per noi ha anche un valore etico".

Questa idea, affascinante e poetica ci aiuterebbe ad accettare meglio l’idea della morte, in una società che cerca di rimuoverla ed allontanarla, poiché non è più attrezzata per farvi fronte, e che utilizza luoghi legati ad un’antica visione (i cimiteri) che non le sono più propri.

Il progetto si inserisce quindi in un discorso più ampio: è la risposta ad una richiesta di spazi di nuova concezione che diano un nuovo senso al culto dei morti senza rinunciare alla dignità che deve identificarlo. Potrebbe costituire il primo passo verso una cultura moderna dell’elaborazione del lutto in quanto sono venute meno anche le premesse che caratterizzavano la struttura sociale e familiare pre-industriale in grado, come non è più in grado di fare oggi, di creare una rete naturale di sostegno per i nuclei colpiti da un lutto.

Progetto di cimitero del futuro


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