Il testamento biologico

Liberi di morire

E’ un libro che bisogna leggere quello di Carlo Troilo, che porta il titolo «Liberi di morire. Una fine dignitosa nel paese dei diritti negati» (Rubettino 2012). L’ autore non solo ricostruisce le vie tortuose percorse da una proposta di legge sul “testamento biologico” per scomparire poi nei cassetti polverosi del Senato, ma illustra anche l’iter complesso percorso in

altri Paesi (Spagna, Germania) per disciplinare una materia sicuramente delicata ed importante per una società civile che rispetta se stessa e le libertà del singolo cittadino. E non è  un puro caso, che in altri paesi il legislatore ha raccolto anche consensi notevoli negli ambienti della chiesa cattolica e di altre comunità religiose.

In Italia nel 2009 la volontà del paziente e il suo testamento biologico sembravano essere una priorità politica improcrastinabile, ma arrivati al Senato il treno si fermava per vari motivi – anche validi. La mancanza di una legge però non significa essere completamente “liberi” a prendere una scelta qualsiasi. Anzi, la mancanza di regole chiare nel caso specifico vuol dire togliere al cittadino la possibilità di esprimere la sua volontà di fronte a terapie ragionevoli anche sotto l’aspetto etico. Nel contempo manca anche un metodo valido per poter rifiutare l’accanimento medico tecnico che segue ben altre logiche.

di Josef Perkmann

 

             Il testamento biologico