La cremazione è uno dei più antichi e diffusi riti nella storia dell’umanità, tanto che le prime testimonianze certe risalgono al Neolitico. Greci ed Etruschi la consideravano un atto di purificazione ed in epoca romana, dove per lungo tempo la cremazione prevalse sull’inumazione, i ricchi ed i potenti celebravano funerali sontuosi con pire di legni pregiati. Con il Cristianesimo la cremazione fu abolita perché considerata un rito pagano ed anche l’islamismo impose l’inumazione. Dopo la Rivoluzione francese i movimenti illuministi ed anticlericali cercarono di promuovere la cremazione in contrasto con il monopolio della Chiesa sulle cerimonie funebri. L’avvento della rivoluzione industriale portò infine a riproporla per motivi igienici e per l’insufficienza dei cimiteri tradizionali. Oggi è diffusa in tutto il mondo; anche in Italia, il consenso della Chiesa Cattolica, l’emanazione di leggi che favoriscono la pratica crematoria e, di recente, anche la dispersione delle ceneri, non vincolano più la coscienza religiosa e rendono la cremazione una scelta libera e consapevole. In sintesi la cremazione è • frutto di una scelta personale; • versatile come cerimonia e destinazione delle ceneri; • di ridotto impatto ambientale in quanto pulita e in grado di ottimizzare gli spazi • contenuta nei costi per il singolo e per la collettività.
iscrizione presso una società di cremazione (SOCREM) (è sufficiente compilare il modulo di adesione e quello per la privacy e versare € 10,00 all'atto dell'iscrizione ed una quota associativa annua di € 20,00. La quota per i coniugi € 15,00 per persona)
Dichiarazione di volontà postuma resa dal coniuge o, in difetto dal parente più prossimo e in caso di concorrenza di più parenti dello stesso grado, della maggioranza assoluta di essi, che dopo il decesso devono dichiarare che il defunto, in vita, aveva espresso il desiderio di farsi cremare.
